Sanscrito e Yoga
Se pratichi yoga da un po’, avrai notato che il nostro linguaggio è pieno di parole affascinanti ma "straniere": asana, pranayama, vinyasa, mudra... sono termini che arrivano dal Sanscrito, una lingua antichissima e meravigliosa, ma strutturalmente molto diversa dall'italiano.
Spesso ci si chiede: "Ma si dice asana al maschile o femminile?". Facciamo un po' di chiarezza su come scegliamo di usare queste parole.
Il Sanscrito è una lingua complessa, fatta di declinazioni e generi che non sempre hanno un corrispettivo esatto nella nostra lingua. Quando queste parole entrano nel nostro quotidiano, subiscono un piccolo "trasloco" linguistico: si adattano per diventare più semplici da usare mentre parliamo o scriviamo in italiano.
Non è una mancanza di rispetto verso la lingua originale, anzi! È un modo per rendere questi concetti vivi, condivisibili e subito pronti all'uso nella nostra pratica di ogni giorno.
In italiano, siamo abituati a dare un genere (maschile/femminile) e un numero (singolare/plurale) a ogni cosa. Per questo, nel linguaggio comune dello yoga usiamo gli articoli (il vinyasa, la pratica), scegliamo un genere di riferimento (ad esempio, spesso usiamo asana al femminile o pranayama al maschile), mentre tendiamo a lasciarli invariabili al plurale.
Queste scelte non sono "errori", ma convenzioni che ci aiutano a capirci meglio.
Esiste quindi l'approccio accademico, rigoroso e fedelissimo alla grammatica antica (fondamentale per chi studia i testi), ma esiste anche l'approccio pratico, quello che usiamo sul tappetino, orientato a trasmettere l'esperienza e l'emozione dello yoga.
Qui su Infinityoga abbiamo scelto il secondo percorso: preferiamo un linguaggio che arrivi dritto al cuore della pratica, senza però mai dimenticare il valore immenso delle radici da cui queste parole provengono.
Nel dettaglio, ecco come ci regoliamo:
- Seguiamo le abitudini della nostra lingua: preferiamo termini che suonino naturali per chi legge.
- Chiarezza prima di tutto: ogni piccola differenza rispetto al sanscrito classico è voluta per rendere i concetti più semplici e accessibili a tutti.
- Continuità: vogliamo che la comunicazione sia fluida, per non interrompere il flusso della tua pratica.
Il sanscrito resta la nostra radice profonda, l'anima filosofica e spirituale di ogni termine, ma l'italiano diventa il veicolo vivo per portarlo nel qui ed ora.
Proprio come lo yoga si evolve attraversando culture e corpi diversi, anche le parole cambiano. Accogliere questa trasformazione con consapevolezza significa onorare la tradizione senza renderla rigida: le parole restano così strumenti preziosi di conoscenza e relazione.
Mini-guida ai termini più usati
Per aiutarti a orientarti, ecco una tabella pratica basata sull'uso più diffuso in Occidente. Ricorda: queste sono convenzioni d'uso e non sostituiscono lo studio linguistico approfondito.
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Termine |
Come lo usiamo in italiano |
Plurale |
Nota pratica |
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Asana |
Femminile (l’asana) |
le asana |
In sanscrito sarebbe neutro, ma noi lo usiamo spesso come invariabile. |
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Pranayama |
Maschile (il pranayama) |
i pranayama |
Spesso usato come sostantivo invariabile. |
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Yama |
Maschile (lo yama) |
gli yama |
Talvolta si usa anche al plurale. |
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Niyama |
Maschile (il niyama) |
i niyama |
Una comoda convenzione italiana. |
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Mudra |
Femminile (la mudra) |
le mudra |
Molto diffuso come termine tecnico. |
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Bandha |
Maschile (il bandha) |
i bandha |
A volte viene reso invariabile. |
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Vinyasa |
Maschile o Femminile |
i / le vinyasa |
L'uso cambia a seconda del contesto. |
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Sadhana |
Femminile (la sadhana) |
le sadhana |
Intesa solitamente come la tua pratica personale. |
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Samadhi |
Maschile (il samadhi) |
— |
In genere resta invariabile. |
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Yogi |
Maschile |
i yogi |
L'uso tipico occidentale. |
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Yogin |
Maschile neutro |
i yogin |
Spesso resta invariabile. |
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Yogini |
Femminile |
le yogini |
La forma sanscrita adattata al femminile. |